Francesco Zappa

Dipartimento-Istituto Italiano di Studi Orientali,

Sapienza Università di Roma

Circonvallazione Tiburtina, 4, 00185 Roma

Edificio "Marco Polo", III piano, studio 315

Tel.: 06 88 37 80 32 (interno: 37432)

E-mail: francesco.zappa@uniroma1.it

Francesco Zappa è Professore Associato di Islamistica e Storia della civiltà islamica (settore scientifico-disciplinare L-OR/10) dal 1° novembre 2016. Svolge attività didattica nell'ambito dei corsi di laurea triennale e magistrale in "Lingue e civiltà orientali", curricula di lingua araba e di lingua persiana. A partire dall'anno accademico 2021-22, è anche titolare del corso di Islamic cultures in sub-Saharan Africa all'interno del corso di laurea in Global Humanities.

Dal settembre 2011 all'ottobre 2016 è stato maître de conférences en langue arabe et islamologie presso il Département d'études moyen-orientales di Aix-Marseille Université (già Université de Provence) a Aix-en-Provence, dipartimento di cui è stato anche vice-direttore dal 2012 al 2016 e in cui ha prestato servizio, negli stessi anni, come presidente del corso di laurea triennale (directeur des études) in "Langues, littératures et civilisations étrangères - spécialité: arabe". Negli stessi anni è stato membro dell'unité mixte de recherche IREMAM (Institut de Recherche et d'Études sur le Monde Arabe et Musulman), con sede a Aix-en-Provence, che associa membri del Conseil National de la Recherche Scientifique (CNRS) e dell'Université d'Aix-Marseille.

Si è formato presso il Dipartimento di Studi Orientali dell'Università "La Sapienza", dove ha sostenuto una tesi di laurea in "Storia della civiltà arabo-islamica" e una tesi di dottorato in "Civiltà islamica: storia e filologia", entrambe sotto la direzione della Professoressa Giovanna Calasso. Questa formazione è stata integrata da una Licenza presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica (PISAI) di Roma, un trimestre presso la Northwestern University di Evanston (Illinois) in qualità di visiting pre-doctoral fellow, una formazione intensiva presso il Centre d'Etude de la Langue Bambara à Faladié (Mali) e più tardi come libero uditore presso l'INALCO di Parigi e vari soggiorni di studio della lingua araba in Tunisia e in Siria.

La sua attività di ricerca si iscrive nel solco dell'impostazione degli studi sull'Islam concepita da Alessandro Bausani e in seguito trasmessa e ripensata dalla sua scuola, con un particolare debito nei confronti di Vanna Calasso e Biancamaria Scarcia Amoretti, con riferimento soprattutto all'attenzione per le interazioni tra centri e periferie della civiltà islamica, alla nozione di lingue e letterature islamiche, al rapporto tra religiosità dotta e popolare e, più in generale, alla vena comparatistica (all'interno dell'ecumene islamica) e all'interesse per l'antropologia storica.

Muovendo da questo orientamento, il suo lavoro si è finora concentrato principalmente sull'Islam in Africa subsahariana occidentale e sul ruolo della lingua bambara (bamanankan) come "lingua islamica" attraverso un'analisi dei suoi usi orali e scritti. Ha svolto svariate missioni di ricerca sul campo in Mali tra il 2000 e il 2010. Il suo approccio combina la metodologia storico-filologica dell'islamistica classica con quelle dell'antropologia delle religioni, degli studi sull'oralità, dei literacy studies, della linguistica. Si è occupato anche di esegesi coranica classica e, più occasionalmente, di letteratura palestinese contemporanea.